Antecedenti Mitici e Filosofici di Biodanza PDF Stampa E-mail

 

Il mito nasce come tentativo di dare una spiegazione a cose ed eventi di difficile comprensione, come la genesi del mondo, il mistero della nascita e della morte, l'origine delle città e dei popoli, l'azione dei fenomeni naturali, le dinamiche dell'animo umano: i complessi, la nascita delle idee, le immagini interiori o archetipi.

 

L'archetipo è un'immagine simbolica, è la tendenza a formare singole rappresentazioni di uno stato emotivo. Nel mito si usano i simboli perchè attraverso essi si può riconoscere ciò che non è riconoscibile altrimenti e perchè hanno delle basi di fondo universali e comuni a tutti gli uomini.

 

L’archetipo è un’immagine simbolica, è la tendenza a formare singole rappresentazioni di uno stato

emotivo. Nel mito si usano i simboli perché attraverso essi si può riconoscere ciò che non è riconoscibile altrimenti e perché hanno delle basi di fondo universali e comuni a tutti gli uomini.

 

Attraverso il simbolo l’uomo si identifica e si riconosce con il mito e, se entra nella sua essenza, riconosce qualcosa che ha sempre avuto dentro di sé. Jung ci dice che quando quello che apprende è in accordo con la sua parte istintiva, l’uomo realizza conoscenza: “L’uomo raggiunge la sua unità, diviene integrato, colmo, fertile e felice, quando il conscio e l’inconscio hanno imparato a vivere reciprocamente in armonia”. (G. Jung “La filosofia della vita”).


Spesso, in alcuni esercizi di Biodanza sentiamo di entrare in contatto con qualcosa; questo qualcosa è dentro di noi, fa parte del nostro patrimonio genetico e della memoria genetica dell’umanità. Quello che accade è che arriviamo a “toccare” il mistero dell’uomo e dell’universo.


La Biodanza contiene, nella sua concezione, il lascito della sapienza che si è persa con il tempo e che fu l’intuizione primordiale dei popoli agli albori dell’umanità.
La sacralizzazione della natura, la presenza del divino nella vegetazione, nel mare o nella montagna; i riti di iniziazione nei misteri della vita e della morte, l’esaltazione della fecondità e l’espansione della coscienza, costituiscono l’eredità di Demetra.


L’allegria del vivere, la ricerca del piacere e dell’estasi, la liberazione dei profondi potenziali istintivi attraverso la danza, è il lascito di Dioniso.
Il potere della musica, della poesia e della danza capaci di indurre processi di trasformazione, sono il lascito di Orfeo.


L’amore per il prossimo, il profondo rispetto per tutti gli esseri umani, la misericordia, costituiscono l’eredità di Cristo.
L’amore universale, il profondo rispetto per tutte le manifestazioni di vita, l’impermanenza, la compassione, l’unità della vita, sono l’eredità del Buddismo.

Per Eraclito il principio di tutto era il fuoco, elemento mobile e distruttore per eccellenza, che ben simboleggia la visione del cosmo come energia in perpetua trasformazione. Quindi l’eredità di Eraclito è che la realtà del mondo è sempre in movimento, nulla è permanente, tutto fluisce.

 

Eraclito è il filosofo dell’eterno divenire, del flusso e percorso ininterrotto del tempo, nel quale tutte le cose sono sommerse. Eraclito credeva nell’eterno ritorno e nel rinascere permanente dell’universo.

 

Sembra che la scienza moderna abbia dato ragione a Eraclito nel rivelare che tutto il cosmo, dalle galassie agli atomi, è in movimento, in flussi di energia, in esplosioni e reazioni attive di armonia e discordia. In questa danza cosmica, gli esseri umani partecipano, mossi da un flusso di sacra energia. Molti dei pensieri di Eraclito possiedono una palpitante attualità. Egli concepisce il cosmo come una unità nella quale il tutto e ogni singola parte sono in relazione reciproca. Eraclito può essere considerato il precursore della visione olistica, dell’idea di ordine implicito e del concetto di danza cosmica.


Per Talete il principio di tutto è l’acqua. Talete osserva che tutto ciò che è vivo nella natura è anche umido: le piante, gli alimenti, il seme, e persino il caldo si genera e vive nell’umido. Egli ne desume che il principio è l’acqua che, solidificandosi o bollendo, è in grado di trasformarsi in ghiaccio o in vapore. Secondo lui nell’umido elementare è infusa una potenza divina che la mette in movimento.


Per Anassimene il principio era l’aria. Dall’aria nascono tutte le cose che furono, che sono o che saranno, anche gli dei e le cose divine.
Per Anassimandro il principio vitale è una sostanza indefinita chiamata apeiron e, come Anassimene, ammette il divenire ciclico del mondo.


Biodanza trova ispirazione in tutto ciò per nutrire di salute e vitalità la nostra civiltà; per ridare all’uomo il senso della sacralità della vita in tutte le sue manifestazioni; per realizzare armonia e gioia di vivere.

Condividilo adesso con i tuoi amici...