Inconscio Vitale e Principio Biocentrico PDF Stampa E-mail

 Inconscio Vitale

 

 Il concetto di Inconscio Vitale, postulato dal Prof Rolando Toro, si colloca in relazione a quelli di "inconscio personale" e di "inconscio collettivo" definiti rispettivamente da Sigmund Freud e Carl Gustv Jung.

 

 L'inconscio personale si nutre della memoria dei fatti vissuti specialmente durante l'infanzia. E' accessibile mediante l'anamnesi, l'interpretazione dei sogni, le associazioni libere e l'analisi dei meccanismi di difesa dell'Io.

 

L'inconscio collettivo si nutre della memoria della specie e studia gli archetipi che sono comuni a tutta l'umanità. Le modalità di accesso all'inconscio collettivo sono l'analisi del repertorio archetipico del paziente attraverso la pittura, la poesia, i racconti, i sogni guidati e le cerimonie di applicazione dei miti proposte in Biodanza.

 

L'inconscio vitale si nutre della memoria della vita. E' la genesi di tutto quello che sorge senza partecipazione del pensiero, senza forma iniziale, di tutto quello che sorge come manifestazione spontanea della vita.

 

Il concetto di Inconscio Vitale si riferisce allo psichismo cellulare. Esiste una forma di psichismo degli organi, tessuti e cellule, che obbedisce a un senso globale di autoconservazione. L’inconscio vitale dà origine a fenomeni di solidarietà cellulare, creazione di tessuti, difesa immunologica e, alla fine, al successo esistenziale del sistema vivente.

 

E' il punto in cui non sono ancora iniziati i condizionamenti culturali. La via di accesso all'inconscio vitale è la vivenzia, con la quale andiamo a cambiare i messaggi di sofferenza con messaggi d'amore e di gioia.

 

Principio Biocentrico

 

Il Principio Biocentrico,  paradigma fondamentale di Biodanza, considera  l’universo come un sistema vivente di grande complessità e si ispira alle leggi della vita, le leggi universali che conservano i sistemi viventi e che rendono possibile la loro evoluzione.

 

La vita non proviene da un processo evolutivo della materia inanimata, ma la materia, apparentemente inanimata, si organizza come il risultato di un sistema vivente onnipresente.

 

Il Principio Biocentrico non considera più l'essere umano al centro (antropocentrismo), bensì la vita comunque essa si manifesti (biocentrismo). Secondo il Principio Biocentrico la vita è al centro del progetto costitutivo dell'universo. Nel sentire biocentrico la vita pulsa nel granello di sabbia del deserto, nella roccia della montagna. nell'acqua del ruscello, nella foglia della pianta, nel sorriso di un bambino, nel pianto di un essere che soffre.

 

Ciò che occorre urgentemente all'umanità è ristabilire un rapporto di intima unità con la vita e rinascere in armonia con le sue leggi. Il Principio Biocentrico si nutre della saggezza cosmica che genera i processi viventi. Ciò che è fondante per il modello teorico della Biodanza sono le leggi universali che conservano i sistemi viventi e rendono possibile la loro evoluzione.

 

Allora i nostri movimenti, la nostra danza, si organizzano come espressione di vita: per creare più vita all'interno della vita, per salvare la vita là dove essa è oppressa. E questo lo facciamo ristabilendo a ogni istante la nostra connessione alla vita.

 

Il principio antropocentrico ha consentito all'umanità di raggiungere traguardi importanti, come scoperte scientifiche, tecnologiche, ecc., ma ha separato l'esperienza cognitiva dalla natura, di cui secondo Biodanza l'uomo è parte integrante.

 

Se siamo legati in modo intimo con il Principio Biocentrico, avvertiamo l'ancestrale familiarità con le pietre, con gli uccelli, con il sole, con il mare.

Questa esperienza porta con sè un sentimento di splendore, di pienezza e di immensa felicità.

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