Rolando Toro PDF Stampa E-mail

Rolando Toro Mario Araneda è nato a Concepcion, Cile, il 19 aprile 1924 e scomparso il 16 febbraio 2010 a Santiago del Cile, è stato l’ideatore della Biodanza, un sistema di musica, movimento e comunicazione espressiva volto alla promozione del benessere dell’individuo e  della comunità.

 

 Ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento elementare nella Scuola Normale " José Abelardo Núñez ", Santiago del Cile nell’anno 1943. Ha insegnato nelle città di Valparaiso, Talcahuano, Procuro e Santiago (Cile), tra il 1944 e il 1957.

Nel 1964 sì è diplomato nella Scuola di Psicologia dell’Istituto Pedagogico dell’università del Cile.

 

Ha ottenuto la cattedra di Psicologia dell’Arte e dell’Espressione, nell’Istituto di Estetica della Pontificia Università Cattolica del Cile, ha tenuto l’incarico di docente nel Centro di Antropologia Medica, nella Scuola di Medicina dell’Università del Cile.

 

Ha effettuato ricerche sull’espressione dell’inconscio e sugli stati di espansione di coscienza. È stato nominato Professore Onorario dell’Università Aperta Interamericana di Buenos Aires, Argentina.

 

Le prime esperienze di Biodanza nascono attorno alla metà degli anni ’60 in America Latina in seguito alle ricerche del professor Toro sugli effetti congiunti della musica e del movimento corporeo per il miglioramento della qualità della vita.

 

"La seconda guerra mondiale aveva mostrato che l’uomo può raggiungere livelli di perversità inconcepibili…l’olocausto, le bombe atomiche….ma d’altra parte avevo anche vissuto esperienze di amore e di estasi in una dimensione misteriosa e insieme meravigliosa del mondo…avevo amato, avevo avuto figli, avevo conosciuto i primi uomini che si battevano per la difesa della terra….sentivo nel mio corpo tutte le manifestazioni dell’estasi, della fraternità, dell’erotismo, dell’energia creatrice e dell’impeto vitale, sentivo la possibilità del contatto puro con la realtà viva attraverso il movimento, i gesti e l’espressione dei sentimenti…"
 

E continua: «La Biodanza all’inizio è comparsa con discrezione nella mia vita. Poi lentamente ha preso forza, risvegliando l’interesse delle persone, suscitando cambiamenti sorprendenti in alcuni dei partecipanti, e soprattutto creando un sentimento di rinascita e speranza nella vita. Molte forze si sono manifestate dentro di me per condurmi finalmente all’ideazione di questo insieme di arte, scienza e amore. Sentivo la possibilità del contatto puro con la realtà  viva, attraverso il movimento, i gesti e l’espressione dei sentimenti. La musica era il linguaggio universale, l’unico che tutti potevano comprendere nella Torre di Babele del mondo; la danza era la forma ideale  per integrare corpo e anima, e poteva comunicare a tutti i partecipanti felicità, tenerezza e forza. Fu da questo insieme di esperienze e sensazioni che sorse il desiderio di formare piccoli gruppi per danzare, cantare e incontrarsi con la musica».

 

Ha applicato questo sistema nell’Ospedale Psichiatrico di Santiago e nell’Istituto di Estetica dell’Università Cattolica del Cile. In seguito lo ha applicato non solo a persone malate, ma a chiunque volesse migliorare la qualità della propria vita. 

 

Nel breve tempo di poco più di un ottantennio, quest'uomo straordinario ha saputo lasciare una traccia significativa e tangibile in diverse parti del mondo. Oggi la Biodanza è praticata in tutto  il mondo: dall’America Latina al Giappone, dall’Europa alla Nuova Zelanda, dall’India al Sud Africa.

 

Non solo migliaia di persone frequentano i corsi per ricercare e migliorare il proprio benessere, ma sono anche diverse le situazioni sociali in cui la Biodanza viene proposta con finalità educative e terapeutiche: ai bambini e ai ragazzi nelle scuole, agli anziani nei centri sociali e nelle case di riposo, ai disabili e alle persone con disagio mentale, ai malati di tumore, di Parkinson, di Alzheimer, di ipertensione nelle strutture sanitarie, ai detenuti che la praticano all’interno di programmi di sostegno psicologico e di reinserimento,  alle donne operate di tumore al seno, alle ragazze che soffrono di anoressia e di bulimia presso i centri specializzati e, ancora, alle prostitute e ai bambini di strada nelle favelas del Brasile.

 

A scopo formativo, inoltre, viene insegnata agli studenti in diversi corsi universitari e agli operatori sanitari e infermieristici come prevenzione del burn out (condizione di esaurimento fisico ed emotivo) presso le strutture ospedaliere.

 

Rolando Toro, oltre ad avere influito sull’esistenza di migliaia di persone, ha avuto una vita significativa e avventurosa: esiliato dal Cile di Pinochet, poi dai generali  argentini, ospite in tutto il mondo dei gruppi di ricerca sulle nuove frontiere della clinica psichiatrica, ha trascorso nove anni nel nostro paese per diffondere la Biodanza in Europa.

  

Nel 1997 è rientrato in Cile. L'Italia è stata ed è uno dei centri principali della Biodanza, con tredici Scuole di Biodanza "Rolando Toro" a Milano, Bologna, in Sicilia, Firenze, Genova, Napoli, Roma, Padova, a Torino, in Sardegna, Triveneto, Umbria, Valle D'Aosta.

 

I suoi ultimi interventi pubblici in Europa sono stati presso il Consiglio della Regione Lombardia a Milano nell’ottobre 2009 durante il Convegno delle discipline bio-naturali con una conferenza sul tema «L’Arco della vita: la vecchiaia non è una malattia, invecchiamo come viviamo. I potenziali tardivi e la vivencia» e all’Università di Oxford nel gennaio 2009 con una conferenza dal titolo «Antropologia della danza e della Biodanza».

 

La vastità culturale della sua formazione comprendeva psicologia, filosofia, pedagogia, fisica, biologia, etologia, antropologia, nonché poesia, narrativa, pittura, musica e danza. La sua curiosità profonda e il suo straordinario fermento creativo lo hanno portato a sperimentare le sue intuizioni, spesso anticipatrici, e a radicarle, poi, con coerenza scientifica, nei migliori terreni del sapere contemporaneo.

 

Le scoperte degli ultimi anni in campo neuro-scientifico confermano molti dei principi presenti già da decenni nel metodo di Biodanza. Animato da un’autentica passione sociale e innamorato della dimensione poetica della vita, Rolando Toro è stato assertore convinto e coerente della necessità etica della scienza.

 

Figura carismatica e dalle molteplici sfaccettature, era capace di coniugare in sé gli aspetti del saggio e del bambino, del maestro e dell’apprendista, dello scienziato e dell’artista. È stato anche pittore, realizzando esposizioni in Brasile e in Italia, oltre che scrittore e poeta. Considerava la poesia la sua «più intima professione».

 

La sua testimonianza del grande amore per la vita e della volontà di riscattare l’essere umano nella sua musicalità, nella sua capacità affettiva e nella sua risorsa antica degli istinti, resteranno un patrimonio fecondo e duraturo. Un’eredità di speranza e di gioia per tutta l’umanità.

 

 Leggi "Saluto a Rolando"

Condividilo adesso con i tuoi amici...

 

Tutti i diritti riservati - All rights reserved - Immagini, filmati e qualsiasi altro contenuto in forma scritta o multimediale sono di esclusiva ed unica proprietà di Anna Maria Ciccia.