L'Ipotesi Gaia e la Visione Biocentrica PDF Stampa E-mail

L'Ipotesi Gaia, formulata da James Loveloch, prende in considerazione il fatto che la Terra sia un organismo vivente.

 

L'Ipotesi Gaia è diventata il punto di riferimento di molti ecologisti e di tutti coloro che sentono intimamente di far parte di un insieme ancor più vasto dell'intera umanità, un insieme che comprende anche tutto il pianeta in quello che possiamo considerare come parte integrante di noi stessi. Un'idea che sta risvegliando le coscienze ad una maggior attenzione e sensibilità nei confronti dell'ambiente di cui siamo parte.

 

Il Principio Biocentrico postulato da Biodanza, costituisce il paradigma su cui si fonda la Biodanza : la vita al centro del progetto costitutivo dell’universo, e quindi la vita come principio sacro da difendere in tutte le sue forme e manifestazioni.

 

Questa idea nasce come superamento dell'eliocentrismo e dell’antropocentrismo; nel sentire Biocentrico la vita è tutto il cosmo, ed è in tutte le manifestazioni e forme di energia, supera il regno animale e vegetale e include tutti gli elementi costitutivi di Gaia e dell’Universo. La vita pulsa nel granello di sabbia del deserto, nella roccia della montagna, nell’acqua del ruscello, sulla foglia della pianta, nel sorriso di un bambino.

 

L’ipotesi Gaia e il principio Biocentrico assumono quindi lo stesso paradigma: la vita è e deve essere al centro delle nostre considerazioni, essa ha avuto e ha una influenza formativa sul nostro ambiente, e i processi biologici hanno un ruolo essenziale e attivo nell’assicurare che il pianeta rimanga abitabile .


Dedurre che la vita ha un ruolo attivo significa prendere in considerazione che gli effetti del feed-back sono essenziali nei processi di omeostasi, ciò implica che le varie forme di vita che si manifestano sono strettamente interdipendenti.


Una concezione della vita di questa ampiezza comporta un mutamento radicale nel modo di concepire l’evoluzione dell’universo e l’evoluzione dell’uomo nell’universo; solo l’armonia, l’integrazione e il feed-back possono garantire lo sviluppo e la cura della vita, solo un concetto di sacralità di tutto l’ambiente che ci circonda può garantire l’evoluzione che non potrà più essere individuale o di una specie, ma dovrà essere universale.

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