L'argilla, un incontro magico. PDF Stampa E-mail

Lavorare con l'argilla in Biodanza è lavorare con un materiale vivo, sensuale, ancestrale. E' un'esperienza commovente e trascentente. L'argilla provoca una connessione profondissima con la nostra parte arcaica, con la nostra identità originaria.

 

Intensifica il piacere del contatto, è vita che comunica con la nostra vita, è trasformazione e creazione. L'argilla accoglie ogni gesto, prende la forma della nostra emozione, realizza il mondo inconscio di chi la tocca e ne assume la forma, rendendo questo mondo visibile.

L'argilla rende evidente l'essenza creativa della vita e mentre plasmiamo l'argilla, plasmiamo noi stessi.

 

E' un'emozione profondissima, difficile da descrivere. La sua carezza avvolgente è misteriosa e magicamente penetrante. L'esperienza del contatto è totalizzante, tutta la superficie della pelle è coinvolta e l'intimità che si genera con noi stessi e con gli altri favorisce la sensazione di trascendenza, di unione e connessione con il tutto.

Per Rolando Toro la Biodanza con  l'Argilla è una via privilegiata di accesso all'inconscio vitale, capace di facilitare intensi processi di integrazione e di elevazione dell'umore endogeno. 

 

Secondo Biodanza l'attività creatrice è un passaggio dal caos all'ordine, attrattore l'amore. Rolando Toro dice che Il flusso espressivo, che comincia dalla vita vissuta, è come l'acqua che sgorga da una sorgente e non proviene da una tecnica ma dalla pura vita.      


Il materiale inconscio, manifestatosi in una scultura, continua a parlare alla nostra vita, se solo sappiamo ascoltarlo. 

 

Ma possiamo anche offrirlo alla natura, la grande madre che, unitamente all'acqua, ci ha consentito questo incontro magico: l'argilla.

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