La Missione Argonauta PDF Stampa E-mail

 

La Missione Argonauta è un'estensione di Biodanza nella quale la connessione con la vita nei suoi tre livelli, con se stessi, con gli altri e con l'universo, viene facilitata e attivata sia dalla particolare forza della natura, che distingue il luogo scelto, sia dalla specificità delle vivenzie suscitate. E' un viaggio interiore alla ricerca dell'essenza originaria di se stessi.

 

Il mito che ispira la Missione Argonauta fa parte dell'insieme di leggende che narrano grandi viaggi avvenutrosi di guerrieri alla ricerca del sacro, in cui essi vivono esperienze straordinarie in mezzo a grandi difficoltà.

 

Il viaggio degli Argonauti aveva lo scopo di recuperare il Vello d'Oro che era un oggetto sacro. Rolando Toro ha proposto una nuova interpretazione di questo mito, singolare e genuina, secondo cui la ricerca del Vello d'Oro è la ricerca dell'animale antico, la propria parte istintiva, e del primordiale mistero della vita, l'armonia cosmica. E ha interpretato l'oggetto sacro che porta buoni auspici come la capacità di connessione con la vita, la sola capacità che ci può rendere felici.

 

Questa ricerca di un'intensa connessione con la vita prevede il viaggio verso luoghi della terra caratterizzati da una natura particolarmente forte e incontaminata, che manifesta la sua forza primordiale.

 

Nell'agosto del 1993 si è realizzata per la prima volta la Missione Argonauta a Ginostra nell'isola di Stromboli, appartenente all'arcipelago delle Eolie. E' un luogo in cui la natura esprime la sua forza in modo straordinario facilitando così il contatto profondo con il mistero della vita. 

 

Da allora, ogni anno nel mese di agosto questo luogo tanto amato sia da me che da Eliane Matuk con cui condivido il lavoro, ci accoglie insieme con un gruppo di persone sempre specialissime che condividono con noi l'esperienza di Biodanza e affrontano le difficoltà, che in realtà esistono a Ginostra, con lo stesso spirito degli Argonauti. Sanno bene che la posta in gioco è una cosa molto importante, un tesoro racchiuso dentro di noi; e quello che sembra mancarci fuori è un'opportunità per comprendere che tutto è in noi.

 

L'esperienza della Missione Argonauta apre un breccia nella nostra corazza.  Basta così poco: uno sguardo aperto, una carezza, il profumo di un fiore, una brezza che sfiori il nostro corpo, e all'improvviso tutto il reale penetra in noi attraverso quella breccia, liberandoci per sempre dalla pesantezza e dalla separazione; e possiamo gridare di gioia, giacchè tutta la bellezza del mondo diventa parte di noi..

 

E, come gli Argonauti, portiamo a casa un tesoro: la consapevolezza della nostra identità, con il senso della sacralità della nostra vita, unica e irripetibile e per ciò stesso meravigliosa. Ne avvertiamo la bellezza, la potenza e la magia.

 

E nello stesso tempo sperimentiamo il sentirci vita nella vita, immersi in un universo pieno e senza limiti.

 

 

Ginostra

 

"Posto magico e misterioso a cui il mio cuore sembra essere legato da prima di conoscerlo, per motivi di cui non conosco la ragione. Era il 1993 quando mi resi conto che era la terza volta che qualcuno mi nominava questo luogo. Questa volta poi con l'invito a realizzarvi un progetto: "La Missione Argonauta". Decisamente Ginostra mi chiamava. Quando vi misi piede per la prima volta capii.

 

Il suo silenzio, la bellezza mozzafiato dei suoi tramonti, la sua apparente durezza sotto cui si nasconde la dolcezza del suo mare, il mistero del suo vulcano, la magia delle sue notti stellate, lo splendore dei rossi, dei verdi, dei gialli che in primavera illuminano il nero della lava, l’incanto delle notti di luna piena, tutto mi ha fatto sentire “a casa”.

 

Il frinire delle cicale invita al raccoglimento, il canto degli uccelli riempie il cuore di armonia, il richiamo degli asini, con il loro stupendo ragliare, suscita stupore e meraviglia. Il silenzio che vi regna permette di ascoltare le mille voci, di solito sconosciute, della natura. 

                                                

E' un piccolo villaggio con le caratteristiche case bianche disposte ad anfiteatro in una conca naturale che guarda il tramonto. Ogni casa ha lunghe verande e giardini di ulivi, limoni, buganvillee, rosmarino, alloro, fichi e fichidindia.

 

La stupenda posizione che si ritrova ad avere permette di godere di un panorama unico, con una splendida vista sull'arcipelago delle Eolie, sulla costa siciliana e sull'Etna.

 

Ha il porto più piccolo del mondo, il "Pertuso". All'imboccatura può passare solo una barca per volta. Gli occupanti devono fare attenzione a non mettere le mani sul bordo della barca, altrimenti rischiano di farsi male.

 

I ginostresi, quei pochi che sono rimasti, amano la loro terra vulcanica con cui hanno condiviso gioie e pericoli, e della quale si sentono parte integrante.

 

Condividono questo amore coloro che al primo incontro con Ginostra se ne sono innamorati perdutamente e non hanno più potuto fare a meno di tornarci o addirittura di restarci a vivere"

 

         (dal libro "Ginostra e la Missione Argonauta" di Anna Maria Ciccia )         

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